Ponte sullo Stretto si, Ponte sullo Stretto no: divampano le polemiche
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Riguardo gli accordi tra Stato e Salini Impreglio precisa: “Il
2 novembre del 2012 con il decreto legge n. 187 (la legge di conversione n. 221 fu denominata farisaicamente ‘crescitalia’),contravvenendo ai patti legali e contrattuali, obbligò la Societa’ Stretto di Messina S.p.A. e l’Eurolink a stipulare entro 2 mesi, un atto aggiuntivo al contratto vigente con cui la Salini Impregilo si impegnava a rinunciare sia al ponte sia alla penale, in cambio della esecuzione di opere indipendenti dal ponte per 300 milioni. La Salini Impregilo ovviamente rifiutò l’accordo capestro come avrebbe fatto ciascuno di noi. Pertanto le espressioni di Salini solo tendenziosamente sono finalizzate alla richiesta di pagamento delle penali ma devono essere lette alla luce dello ‘scippo’ che l’imprenditore subiva e per cui aveva rilevato il gruppo Impregilo”. Tornando all’articolo apparso sul Fatto Quotidiano, Rizzo prosegue: “Non solo: l’espressione “Dai, fottiamo lo Stato”, usata dal giornalista è frutto di una lampante manipolazione. Nella intercettazione pubblicata (e messo che sia vera) Salini usa l’espressione ‘li ho fottuti’ in riferimento al fatto che ove il presidente Napolitano avesse firmato il decreto il giorno successivo, il contratto avrebbe maturato i suoi effetti per la tardività della legge. Inoltre Salini menziona sempre la violazione di legge del governo minacciando azioni giudiziarie. Non a caso è pendente la causa in cui Salini chiede il risarcimento danni per 750 milioni di euro cioè il 10% del contratto. Di quel miliardo e 300 milioni vincolato al CIPE per il ponte, a Messina ed alla Sicilia non andò un euro: Passera svincolò quelle somme già nel gennaio 2012 per la Tav Genova Milano (dove oggi è candidato sindaco), ed il governo Letta nel luglio 2013 (ministro il messinese D’Alia) stornò gli ultimi 500 milioni ancora rimanenti per la TAV Napoli Bari”. Infine il presidente della Rete Civica conserva un’ultima rasoiata per l’attuale presidente della commissione bicamerale per le questioni regionali: “Per comprendere invece quale ruolo abbiano avuto i politici siciliani e messinesi nella vicenda ponte, suggerisco all’on. Giovanni Ardizzone la lettura di un altro giornale più autorevole e reperibile su internet: Il “Corriere della Sera” del 21 ottobre 2012 dal titolo ‘Il senatore compra casa e cambia idea sul Ponte’ – L’Udc D’Alia diceva: «Grande opera». Poi: «Un flop»”.
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Fabrizio Vinci