Covid, l’OMS: “meglio fare più dosi a chi è a rischio che inseguire i giovani sani per la prima”

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Covid, la nota del direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus

“L’emergere di Omicron ha spinto alcuni Paesi a lanciare programmi di richiamo del vaccino anti-Covid per l’intera popolazione adulta, anche se mancano prove dell’efficacia dei booster contro questa variante. L’Oms è preoccupata che tali programmi ripetano l’accumulo di vaccini anti-Covid che abbiamo visto quest’anno e aggravino l’ingiustizia”. Lo afferma il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante il periodico aggiornamento stampa su Covid-19. “E’ chiaro – precisa – che mentre andiamo avanti i booster potrebbero svolgere un ruolo importante, specialmente per coloro che sono a più alto rischio di morte per malattia grave. E’ davvero molto semplice: la priorità in ogni Paese e nel mondo – scandisce Tedros – deve essere quella di proteggere i meno protetti, non i più protetti”. Invece, rileva il Dg Oms, “rimane un ampio divario nei tassi di vaccinazione anti-Covid tra i Paesi: 41 Paesi non sono ancora stati in grado di vaccinare il 10% della loro popolazione, 98 Paesi non hanno raggiunto il 40%. Vediamo anche significative disuguaglianze tra gruppi di popolazione nello stesso Paese“. Ma “l’Oms non è contro i booster – puntualizza – siamo contro l’iniquità. La nostra principale preoccupazione è salvare vite ovunque”. “D’altra parte – evidenzia Tedros _ somministrare dosi aggiuntive alle persone ad alto rischio può salvare più vite rispetto alla somministrazione di prime dosi a quelle a basso rischio. Insieme salveremo il maggior numero di vite mettendo in sicurezza gli operatori sanitari, le persone anziane e altre persone a rischio. Se poniamo fine all’ingiustizia – assicura il numero uno dell’Oms – poniamo fine alla pandemia di Covid 19. Se permettiamo alla disuguaglianza di continuare, continuerà anche a pandemia“.

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