L’esperto Di Maria smonta le tesi dei “No Ponte”: “basta con le bugie”

Di Maria: "il miglioramento delle opere locali non porterà ad un vero sviluppo della Sicilia mentre il Ponte ha un ruolo diverso, ecco quale"

StrettoWeb

Il Governo Meloni, non appena insediato, tra le priorità, ha inserito la costruzione del Ponte sullo Stretto, la riapertura dell’iter che era fermo da anni, dal periodo dell’esecutivo Monti, per poi arrivare all’inizio dei lavori nel più breve tempo possibile. L’ingegnere Roberto Di Maria, esperto di trasporti, smonta le tesi “No Ponte”: “quante volte abbiamo sentito la tesi ‘prima di fare il Ponte raddoppiate le ferrovie siciliane’? Il benaltrismo è senza senso perchè si fonda su una grande bugia che detta all’infinito può diventare verità per i creduloni. Nessuno dice, ad esempio, che la Scilia ha la seconda rete autostradale d’Italia e la rete ferroviaria per quanto lenta ed a binario unica non è messa così male. La questione fondamentale non è spostarsi con un’ora in più o in meno, ma quando l’economia è comatosa sono poche le ragioni per spostare merci e persone”, rimarca Di Maria.

La realtà è che il miglioramento delle opere locali non porterà ad un vero sviluppo dell’Isola, mentre il Ponte ha un ruolo diverso. Quale? Riduce la marginalizzazione della Sicilia, annullando i tempi di traghettamento di treni e persone. Nessun raddoppio ferroviario – evidenza- consentirebbe una crescita economica paragonabile al Ponte. Un corridoio europeo non può avere discontinuità, quindi, in definitiva, prima di fare i raddoppi ferroviari ha senso fare l’infrastruttura stabile tra Calabria e Sicilia. Il benaltrismo e le bugie sono il vero nemico dello sviluppo”, conclude Di Maria.

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