Genio e sregolatezza. Croce e delizia. Jeremy e Menez. Cambiano gli anni, le categorie, le maglie, ma lui mai. Incanta, ti seduce, poi ti fa arrabbiare. Lo ha fatto spesso, alla Reggina, mettendo in evidenza i limiti che gli hanno impedito di rimanere nel grande calcio con una certa continuità. Perché i numeri li aveva, li ha e, senza questi limiti, probabilmente non sarebbe mai finito alla Reggina. Adesso è a Bari e oggi, a Marassi, ha messo in mostra tutto il suo repertorio, positivo e negativo.
Arrivato in estate in Puglia, un brutto infortunio all’inizio lo ha tenuto fuori da subito. Dopo il recupero record, questa sera è sceso in campo al Ferraris, in casa della Sampdoria. Preso il posto di Nasti all’ora di gioco, ha portato avanti magistralmente il contropiede con cui ha servito poi l’assist a Sibilli per lo 0-1 biancorosso a Genova. Dopo il pari, in pieno recupero, applaude ironicamente l’arbitro che lo aveva appena ammonito prendendosi un altro giallo e quindi il rosso.