“Le convocazioni straordinarie del Consiglio Comunale a San Ferdinando diventano un caso. Per la seconda volta in pochi mesi abbiamo assistito ad azioni da principianti. Il sindaco ha effettuato due convocazioni illegittime del Consiglio Comunale, una prima volta il 23 luglio ed una seconda proprio in data odierna“, è quanto si legge in un comunicato stampa emesso dai consiglieri di minoranza del comune di San Ferdinando Maria Carmela Digiacco (capogruppo Fratelli d’Italia), Francesco Celi (capogruppo Noi Moderati), Ferdinando Maria Rizzo (Noi Moderati) e Serafino Mazzitelli (Sinistra Democratica).
“Nel caso specifico, le sedute del 23 luglio e quella del 25 ottobre c.a. non rispettano le disposizioni di legge, di statuto e di regolamento comunale, ai sensi dei quali “per le adunanze straordinarie la consegna dell’avviso di convocazione deve avvenire almeno tre giorni liberi prima di quello stabilito per la riunione”, ciò non è avvenuto in entrambi i casi. – si legge nella nota trasmessa – Naturalmente noi consiglieri di minoranza, dopo aver contestato il mancato rispetto degli articoli sopra citati, ed aver posto la questione pregiudiziale, abbiamo abbandonato la seduta, facendo, altresi’, presente ai colleghi della maggioranza che non si possono approvare dei punti all’o.d.g. relativi a delibere di giunta riguardanti variazioni di bilancio durante sedute di consiglio viziate da procedura irregolare”.
“Evidenziamo che, tali irrituali e intempestive convocazioni dell’organo consiliare, le quali ormai stanno diventando anche abituali, arrecano un vulnus alle prerogative dei consiglieri comunali pregiudicando la possibilità di esercitare il ruolo pubblico del quale sono stati democraticamente investiti, una sorta di censura contemplata dalla violazione del principio della buona amministrazione. – affermano i consiglieri di minoranza – Inoltre, alla luce di quanto appreso da fonti giornalistiche lo scorso 15 ottobre circa il rimpasto di metà mandato, veniamo informalmente a conoscenza della ridistribuzione delle deleghe assessorili , le quali, dagli articoli letti si evincono chiaramente per i quattro consiglieri componenti la giunta ma rimane evidente il nodo della carica a vicesindaco, nonchè quella a presidente del consiglio comunale.
E proprio in queste ore notiamo molta tensione e frustrazione tra i consiglieri di maggioranza del comune di San Ferdinando, la cui gestione quotidiana ha dimostrato incapacità e arroganza, evidenziate da continue variazioni di bilancio, dalla disargomentazione e a volte dallo stralcio dei punti all’ordine del giorno, dal mancato rispetto delle leggi che regolano la convocazione del consiglio, dal “ rimpasto farsa di giunta” motivato solo attraverso la stampa con il pretesto di dare efficienza e continuità amministrativa con la mancata comunicazione dei nuovi organi del vicesindaco e del presidente del consiglio, dalla riabilitazione di un consigliere precedentemente oggetto di un provvedimento scritto di ammonizione, e non ultimo in ordine di importanza, dal tentativo maldestro di ratificare la decadenza di un altro consigliere al fine di riabilitarlo.
“Per tali motivazioni, chiediamo l’intervento della prefettura di Reggio Calabria, richiedendo di procedere all’attivazione dei poteri sostitutivi e di provvedere, altresì, all’annullamento della seduta consiliare odierna e di quella del 23 luglio, nonchè di liberare la cittadinanza dall’oppressione di questi amministratori incapaci. – prosegue la nota – Concludiamo nel ricordare a codesta amministrazione che la lealtà e la trasparenza sono due valori basilari e imprescindibili della pubblica amministrazione, due punti cardine di un principio che ha lo scopo principale della tutela dei diritti dei cittadini , pertanto, la conoscenza della verità è un loro diritto e metterla a nudo e’ un dovere di chi amministra, nel caso specifico, della maggioranza che guida la nostra città. Noi consiglieri di minoranza, attraverso questo comunicato congiunto, noi consiglieri di minoranza del comune di San Ferdinando, chiediamo le immediate dimissioni del sindaco”.