Napoli, i Bronzi di Riace ed altre nove statue presentate dall’archeoclub “Parthenope”

Napoli, il Prof. Riccardo Partinico propone le sue ipotesi formulate con il metodo scientifico “Anatomia Archeostatuaria”

  • Conferenza bronzi napoli (1)
    Foto di Antonella Salvarezza
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StrettoWeb

Organizzata e moderata dal Dott. Antonio Arcudi, Presidente dell’Archeoclub d’Italia “Parthenope, si è svolta l’11 gennaio u.s. nella città di Napoli la conferenza “I gesti parlano” con la partecipazione di archeologi, di medici e di docenti di scienze dello sport. Nell’antico Complesso Monumentale della Pace, palazzo nobiliare del 1500, che comprende l’Ospedale, la Chiesa e la Sala del Lazzaretto, il Dott. Gennaro Rispoli, Presidente del Museo delle Arti Sanitarie, ha ospitato l’evento culturale accogliendo una numerosa e competente platea in un immenso Salone circondato da reperti di assoluto interesse storico, artistico e scientifico.

Hanno offerto il loro contributo culturale il Prof. Mario Grimaldi, Archeologo, Classicista, Docente universitario e curatore della mostra PAIDEIA, MANN con direttore Paolo Giulierini; il Prof. Massimo Perna, Medico ed Archeologo specializzato nello studio delle civiltà Egee, il Dott. Antonio Arcudi, Archeologo e Classicista, il Dott. Gennaro Rispoli, Primario di Chirurgia e Direttore Scientifico del Museo delle Arti Sanitarie, il Dott. Massimo Pumilia, Studioso di Scienze politiche antiche e moderne ed il Prof. Riccardo Partinico che, come da programma, è stato invitato per presentare “l’Anatomia Archeostatuaria”, il metodo di studio scientifico che sin dai primi anni 2000 ha ideato per interpretare la postura, la gestualità corporea, l’ipertrofia muscolare delle statue di interesse archeologico.

Evento

Il giorno prima dell’evento, nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Grimaldi, Arcudi e Partinico avevano discusso della “fisicità” di alcune statue, in particolare dei “Corridori di Ercolano”, di “Ermes”, di “Apollo Saettante”, del “Doriforo”, delle “Danzatrici” e di numerosi busti in bronzo di cui ancora non si conosce l’identità, con lo scopo di verificare se la multidisciplinarietà può aiutare a fare chiarezza sulle incerte interpretazioni formulate dagli addetti ai lavori nell’ultimo secolo.

Dopo i saluti e le presentazioni di rito la conferenza è iniziata con la spiegazione scientifica del Prof. Partinico, in particolare degli effetti del movimento umano sull’ipertrofia muscolare e, anche, sulla possibilità di interpretare i gesti tecnici delle antiche discipline olimpiche.

Partinico ha continuato il suo intervento descrivendo l’azione del lancio del giavellotto con l’uso del laccio di cuoio che gli antichi greci avvolgevano attorno all’asta per conferire all’attrezzo l’effetto giroscopico ed ottenere maggiore precisione e forza di penetrazione.

Inoltre, ha descritto  le diverse impugnature della lancia utilizzate dagli Opliti e l’uso degli schinieri (protezioni delle tibie) i cui segni sono presenti nella “Statua A” dei Bronzi di Riace.

Il Docente reggino, infine, ha illustrato alcuni particolari anatomici della “Statua B” dei Bronzi di Riace, le alterazioni scheletriche, gli otoematomi, la conformazione della muscolatura compatibile con chi andava a cavallo, ipotesi  avvalorata dalla presenza della Kyne sul capo.

L’interpretazione di gesti, azioni ed identità attribuite ad altre nove statue: l’Apoxyòmenos di Lussino, il Corridore di Izmir, il Giovane che si incorona di Fano, l’Auriga di Delfi di Atene, Zeus di Capo Artemisio, Perseo di Anciterra, i Corridori di Ercolano, il Pugile delle Terme, il Principe Ellenistico. Al termine della Conferenza le spontanee congratulazioni ed i ringraziamenti scambiati tra tutti gli intervenuti per l’ottima riuscita della manifestazione ricca di contenuti inediti, rivoluzionari ed innovativi.

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