Il Senato approva la riforma Cartabia: adesso è legge

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Csm, il Senato approva la riforma Catabia: 137 si e 37 no

Il Senato ha approvato la riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm, confermando il testo Camera, che e’ dunque legge. I si’ sono stati 173, i no 37, gli astenuti 16.

Csm, Cartabia: “riforma fatta con il contributo di molti”

Solo pochi mesi fa le camere rispondevano con un lungo applauso all’appello del presidente Matterella che sollecitava l’approvazione di questa riforma. Oggi siamo qui per mantenere l’impegno di trasformare in legge un provvdimento che viene da lontano e che e’ stato costruito con il contributo di molti. Un provvedimento preceduto da un lungo lavoro, non semplice, portato avanti con il cotnributo di molti“. Lo ha detto il ministro Marta Cartabia in aula al Senato prima dell’iniuzio delle dichiarazioni di voto sulla riforma del Csm. “Ringrazio ciascuna forza politica – ha aggiunto – per l’impegno e la disponibilita'”.

Giustizia, Gratteri: “riforma Csm non eliminerà le correnti”

Concordo sul punto col presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia: il mancato quorum e’ una plateale bocciatura di una cosiddetta riforma della magistratura e della giustizia che non era gradita a quasi nessuno e scontentava tutti“. Lo spiega il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, in un’intervista a ‘Il Fatto Quotidiano’ dove parla della riforma della giustizia e del flop dei cinque referendum.

Dico che la ministra Cartabia e il governo dovrebbero prendere atto che ben piu’ dell’80% dei cittadini non vogliono la separazione delle carriere – prosegue – invece vogliono che i magistrati possano continuare a lavorare senza interferenze e senza meccanismi che intacchino la loro autonomia e terzieta‘”. Sulla proposta di riforma del Csm “non cambierebbe assolutamente nulla. La riforma proposta dalla ministra non solo non modifica in alcun modo il ‘sistema’ delle correnti che tutti a parole denunciano e dicono di voler combattere – spiega Gratteri – ma, se possibile, addirittura lo fortifica. Le correnti continueranno a fare quello che fanno e il loro strapotere non verra’ in alcun modo indebolito o archiviato. L’ unica strada e’ quella del sorteggio temperato, a favore del quale, non dimentichiamolo, si sono recentemente espressi il 41% dei magistrati. Molti emendamenti al testo governativo riguardano questo aspetto: sono gli unici che possono avere un senso”. “La magistratura e’ uno dei tre poteri dello Stato. E la separazione dei poteri e’ uno dei principi fondamentali su cui si fondano uno Stato di diritto e una democrazia liberale – conclude – la riforma, invece, prevede delle ingiustificate e ingiustificabili interferenze che intaccano la separazione tra i poteri. Che non dev’essere toccata“.

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