Caso Cospito, giudice De Gioia: “no al ricatto”

Caso Cospito, giudice De Gioia: “Lo sciopero della fame che poi ha portato al ricovero non deve diventare un ricatto nei confronti dello Stato"

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Valerio De Gioia, giudice del tribunale penale di Roma, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi e Emanuela Valente su Radio Cusano Campus.

Sul caso Cospito. “Lo sciopero della fame che poi ha portato al ricovero non deve diventare un ricatto nei confronti dello Stato -ha affermato De Gioia-. Cospito ha gli strumenti giuridici da utilizzare, non deve utilizzare altri strumenti”.

Sulla visita dei parlamentari a Cospito. “Quello del parlamentare è un diritto, però è finalizzato a verificare le condizioni in cui i detenuti si trovano. Incidere sulle valutazioni dell’autorità giudiziaria lo trovo inopportuno”.

Sul 41 bis. “Il 41 bis ha dato buona prova del suo funzionamento. Il discorso è un altro, è valutare opportunamente caso per caso la necessità di un regime come il carcere duro che deve essere utilizzato per alcuni casi specifici, non per quelli ordinari”.

Sull’arresto di Messina Denaro. “Escludo che ci sia stato un accordo o che comunque si sia lasciato prendere. Io penso che avesse perso il potere per continuare a vivere una latitanza sfacciata”.

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